SUICIDIO AMBIENTALE
- Olena Cattani

- 7 giu 2020
- Tempo di lettura: 1 min
Lo sfruttamento intensivo della regione siberiana sta mettendo in evidenza l'insostenibilità di azioni industriali pericolose prive di controllo.
Gas, petrolio, metalli preziosi sono nascosti in quantità nelle viscere della terra russa al di sopra del 66° parallelo. E la corsa a queste risorse è iniziata senza precauzione o rispetto per l'ambiente che è una risorsa di tutti: nei pressi della città di Norilsk, a quasi tremila chilometri da Mosca, un deposito di gasolio ha sversato la settimana scorsa più di 20 mila tonnellate di carburante nei fiumi siberiani.
L’allarme per il disastro è stato infatti dato in ritardo, quando oramai la chiazza oleosa aveva percorso più di 20 chilometri coprendo un’area di 350 km quadrati, inquinando anche un secondo fiume e proseguendo la sua corsa distruttrice verso il mare.
ENVIRONMENTAL SUICIDE
The intensive exploitation of the Siberian region is highlighting the unsustainability of uncontrolled dangerous industrial actions.
Gas, oil, precious metals are hidden in quantity in the bowels of the Russian land above the 66th parallel. And the race for these resources began without precaution or respect for the environment which is everyone's resource: near the city of Norilsk, almost three thousand kilometers from Moscow, a diesel deposit spilled more than 20 thousand last week tons of fuel in Siberian rivers.
The alarm for the disaster was in fact given late, when by now the oily spot had covered more than 20 kilometers covering an area of 350 square km, polluting a second river and continuing its deathly run towards the sea.










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