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Giulio Regeni e Patrick Zaki: chi viola la Legge nella fornitura d'armi all'Egitto.

Aggiornamento: 26 gen 2021





Il 23 dicembre scorso, l'Italia ha consegnato una nave da guerra all'Egitto, una fregata costruita da Fincantieri, mentre due settimane prima, proprio il presidente egiziano al-Sissi aveva ricevuto la Legion d'Onore all'Eliseo dalle mani di Macron, Presidente della repubblica francese.

I motivi stanno tutti nella politica di al-Sissi che, da quando è salito al potere nel 2014, ha investito enormi risorse economiche proprio in armi italiane, francesi e cinesi, tanto da diventare il terzo importatore d'armi a livello mondiale.

(fonte: Sipri https://www.sipri.org/sites/default/files/2019-08/yb19_summary_ita.pdf).

L'Egitto, che non ha ancora chiarito ufficialmente quanto accaduto a Giulio Regeni, ucciso dopo essere stato lungamente torturato, detiene nelle sue carceri lo studente dell'Università di Bologna, Patrick Zaki in evidente violazione dei diritti umani e contro ogni rispetto delle tutele di giustizia individuali.


Nonostante in diritto internazionale sia riconosciuto l’interesse di tutti gli stati ad esportate ed importare armi, soprattutto per esercitare il proprio diritto all’autodifesa, ci sono alcune circostanze in cui il commercio di armi tra stati deve essere fermato.

"Gli stati esportatori non devono inviare armi a paesi sottoposti ad embargo ONU, o di altre organizzazioni internazionali, e non devono consegnare armi a stati sospettati o pienamente responsabili di violazioni dei diritti umani e diritto umanitario internazionale",

Non solo.

"Le armi trasferite non devono giungere in situazioni di conflitto armato, tensione regionale, o in situazioni dove possano essere trasferite a gruppi terroristici, e l’acquisto di armi da parte del paese importatore non deve essere effettuato con risorse economiche che possano essere spese alternativamente sul miglioramento delle condizioni economiche e sociali degli abitanti dei paesi importatori".

Alla luce di queste considerazioni il governo italiano vende armi ad al-Sissi violando leggi e risoluzioni internazionali come La legge n. 185 del 9 luglio 1990.

In questa norma si legge che l'Italia non può autorizzare esportazioni verso paesi “i cui governi sono responsabili di gravi violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti umani, accertate dai competenti organi delle Nazioni Unite, dell'UE o del Consiglio d'Europa”.

Sebbene non ci sia stato un pronunciamento ufficiale da parte del Consiglio di sicurezza o dall'Assemblea generale dell'Onu contro l'Egitto, secondo Riccardo Labianco, ricercatore alla SOAS di Londra (https://www.linkedin.com/in/riccardo-labianco/?originalSubdomain=uk) "tra gli organi che possono soddisfare questo requisito ci sono i comitati di esperti indipendenti predisposti al monitoraggio dell’applicazione di trattati fondamentali sui diritti umani".

Questi ultimi hanno a più riprese evidenziato come il governo egiziano sia responsabile di violazioni sistematiche del divieto categorico di tortura, di altri trattamenti inumani, di detenzioni prolungate senza processo, e di uso eccessivo della forza da parte di polizia e militari contro civili.

La stessa legge vieta trasferimento in violazioni di embarghi, incluso quelli predisposti dalla Unione Europea, e vieta l’esportazione di armamenti a paesi coinvolti in un conflitto armato.

E non si tratta qui solamente della guerra in Libia.

Il diritto internazionale prevede che se uno Stato venisse a conoscenza che un secondo Stato è intenzionato a commettere (o abbia già commesso) una violazione del diritto internazionale, il primo è tenuto ad astenersi da fornire qualsiasi tipo di supporto al secondo. Nel caso dell’Italia e l’Egitto, se l’Italia fosse a conoscenza di attuali o future violazioni del diritto internazionale da parte dell’Egitto, incluse violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale, ed avesse trasferito degli armamenti a supporto di tale violazioni, l’Italia sarebbe essa stessa in violazione del diritto internazionale.

Nell'agosto 2013, il Consiglio "Affari esteri" della UE ha stabilito una sospensione delle "licenze di esportazione verso l'Egitto di attrezzature che potrebbero essere usate a fini di repressione interna”.

Sull'argomento, il presidente della Camera dei Deputati della Repubblica italiana, Roberto Fico, ha detto nel corso di un'intervista a Repubblica che la vendita da parte dell'Italia di armi all'Egitto "è stata un'immagine che non avremmo voluto vedere. Rispetto alla violazione della legge che definisce i criteri per la vendita di armamenti sarà la magistratura a valutare. Personalmente comunque sarei per una revisione della legge, inserendo paletti più rigidi".

Nel giorno del quinto anniversario del rapimento e assassinio di Giulio Regeni, anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio pubblico nel quale afferma con chiarezza che si attende piena e adeguata risposta da parte delle autorità egiziane, più e più volte sollecitate dalla nostra diplomazia.


Giulio Regeni and Patrick Zaki: those who violate the law in the supply of arms to Egypt.

On 23 December, Italy delivered a warship to Egypt, a frigate built by Fincantieri, while two weeks earlier, the Egyptian president al-Sissi had received the Legion of Honor at the Elysée from Macron's hands. , President of the French Republic.

The reasons are all in the policy of al-Sissi who, since he came to power in 2014, has invested enormous economic resources in Italian, French and Chinese weapons, so much so that he has become the third largest importer of weapons worldwide.

(source: Sipri https://www.sipri.org/sites/default/files/2019-08/yb19_summary_ita.pdf).

Egypt, which has not yet officially clarified what happened to Giulio Regeni, who was killed after being tortured for a long time, holds the student of the University of Bologna, Patrick Zaki in his prisons in clear violation of human rights and against any respect for the protection of individual justice.

Although international law recognizes the interest of all states in exporting and importing weapons, especially to exercise their right to self-defense, there are some circumstances in which the arms trade between states must be stopped.

"Exporting states must not send arms to countries subject to UN embargoes, or to other international organizations, and must not deliver weapons to states suspected or fully responsible for violations of human rights and international humanitarian law",

Not only.

"The weapons transferred must not come in situations of armed conflict, regional tension, or in situations where they can be transferred to terrorist groups, and the purchase of weapons by the importing country must not be made with economic resources that can be spent alternatively on improving the economic and social conditions of the inhabitants of importing countries ".

In light of these considerations, the Italian government sells weapons to al-Sissi violating international laws and resolutions such as Law no. 185 of 9 July 1990.

This law states that Italy cannot authorize exports to countries "whose governments are responsible for serious violations of international conventions on human rights, ascertained by the competent bodies of the United Nations, the EU or the Council of Europe ".

Although there has been no official pronouncement by the Security Council or the UN General Assembly against Egypt, according to Riccardo Labianco, a researcher at SOAS in London (https://www.linkedin.com/in/riccardo -labianco /? originalSubdomain = uk) "among the bodies that can satisfy this requirement are the committees of independent experts set up to monitor the application of fundamental treaties on human rights".

The latter have repeatedly highlighted how the Egyptian government is responsible for systematic violations of the categorical prohibition of torture, other inhuman treatment, prolonged detention without trial, and excessive use of force by the police and military against civilians.

The same law prohibits the transfer of embargoes in violations, including those established by the European Union, and prohibits the export of arms to countries involved in an armed conflict.

And it is not just about the war in Libya here.

International law provides that if a state becomes aware that a second state intends to commit (or has already committed) a violation of international law, the first is required to refrain from providing any kind of support to the second. In the case of Italy and Egypt, if Italy was aware of current or future violations of international law by Egypt, including violations of human rights and international humanitarian law, and had transferred arms in support of such violations, Italy would itself be in violation of international law.

In August 2013, the EU Foreign Affairs Council established a suspension of "export licenses to Egypt of equipment that could be used for internal repression".

On the subject, the president of the Chamber of Deputies of the Italian Republic, Roberto Fico, said in an interview with Repubblica that the sale by Italy of arms to Egypt "was an image that we would not have wanted. See. The judiciary will evaluate the violation of the law that defines the criteria for the sale of arms. Personally, however, I would be in favor of a revision of the law, inserting stricter limits ".

On the day of the fifth anniversary of the kidnapping and assassination of Giulio Regeni, the President of the Republic Sergio Mattarella also sent a public message in which he clearly states that he expects a full and adequate response from the Egyptian authorities, more



 
 
 

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